Silenzi - Mostra fotografica di Flavio Romualdo Garofano



SILENZI
Flavio Romualdo Garofano
a cura di Marialessia Ferrara

in collaborazione con L'Altra Babele
e con il contributo di Alma Mater Studiorum

dal 14 al 21 novembre 2011

opening: lunedì 14 novembre ore 19:00

info e orari: info@laltrababele.it


SILENZI
testo di Marialessia Ferrara

Basta uno scatto e la realtà si ricopre della patina del silenzio per diventare ricordo di ciò che è stato; quel ricordo persiste impalpabile, a volte sbiadito nei nostri pensieri, minacciato dallo scorrere del tempo. La fotografia permette il riaffiorare della memoria e, nel silenzio, ci fa rivivere il rumore di una goccia d’acqua che cade, il suono di una risata. Forse è questo che contribuisce a creare la magia della fotografia, quel confine tra realtà e irrealtà, che da spettatori ci riporta ad essere attori di quell’attimo.
Il silenzio che segue lo scatto è reso da Romualdo anche con un gioco di presenza-assenza, in cui una sedia vuota parla della persona che abitualmente la occupa, ma che non c’è. E’ allora il contesto circostante, che si tratti di uno spazio teatrale o di un cortile cittadino, a colmare l’assenza dell’uomo, cosicché siamo noi a immaginare la sua figura, la sua voce.
E quando invece si mostra il volto con le sue espressioni, entriamo in contatto col suo personale silenzio, con l'attimo estatico in cui diventa universale, vittorioso sul tempo.
Si innesca, quindi, una relazione di scambio e di intima immedesimazione, in cui si svela il principio assoluto di uguaglianza.

“[...]
Qui delle divertite passioni
per miracolo tace la guerra,
qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza
[..]
(da I limoni, Eugenio Montale)

Carmelo Bene appare a Bologna: contro la svendita della Cultura in Italia


Carmelo Bene appare a Bologna: contro la svendita della Cultura in Italia


Da Sabato 22 a Lunedì 24 Ottobre diversi attori, teatri ed organizzazioni in un programma di eventi artistico culturali per ricordare Carmelo Bene e la vicenda della sua casa Paterna.

Il 15 luglio parte della casa di Carmelo Bene - dove furono scritte le poesie giovanili, e tra le altre opere, “Nostra Signora dei Turchi”- viene ceduta a nuovi proprietari. Si tratta di due stanze, quelle ch’erano di CB. Stessa fine rischia di fare a breve il resto della casa dove vive la sorella Maria Luisa Bene.

Il programma, organizzato da Cafè Jonquille, dopo gli eventi a Santa Cesarea, dello scorso Luglio, porterà in Piazza Aldrovandi, nei pressi delle Torri della famosa Lectura Dantis Beniana e in svariati teatri di Bologna, un confronto diretto con il cittadino, interrogandolo sullo stato attuale dell'Arte in Italia e sulla preservazione dei suoi Beni Culturali.

La scaletta in programma è la seguente:

Sabato 22 ottobre 2011

Ore 19.00-21.00
Teatro dell'Ascolto:
"Apparizioni a fin di Voce"
Canti e Reading poetico in ricordo della figura di Carmelo Bene
(via Paradiso 7/A - Bologna)

Ore 21.30-02.00
Spazio culturale "Leggere Strutture"
"Per il nostro Bene"
Evento Esclusivo di Cafè Jonquille per il suo pubblico con proiezioni di film di Carmelo Bene, Reading, Musica, Aperitivo, Web Tv
8 euro tutto incluso
Tel 347/1868178 (Filippo) – 3420705672 (Ennio)
(Via Ferrarese 169/A - Bologna)

Domenica 23 ottobre 2011

Ore 20.00
Novartescenica
"I fiori del Bene"
Aperitivo Letterario di sensibilizzazione culturale con letture del "'L mal de Fiori" di Carmelo Bene
(via C. Ranzani 9 - Bologna)

Lunedì 24 ottobre 2011

ore 20.00
Teatro Laboratorio
"Bene (in)CONTRO Bologna"
Un Bene contro tutti attualizzato ai giorni nostri: per riflettere, capire, reinventare un futuro
(Via Mascarella 63/A - Bologna)

Inoltre:

Sabato – Domenica - Lunedì:
dalle 15.00 alle 19.00 in Piazza Aldrovandi
. Tavolo di sensibilizzazione culturale con Volantinaggio,
raccolta firme, Tavolo di Discussione, Interviste, Web Tv ed altro

Il progetto di sensibilizzazione, a Luglio è partito proprio dalla casa Paterna di Carmelo Bene a Santa Cesarea grazie al sit-in organizzato da Orodè Deoro e Simone Franco; fa tappa questa volta a Bologna e ha come promotori Cafè Jonquille, una realtà teatrale-cinematografica di Reggio Emilia, e il Teatro dell’Otium di Bologna.

La vicenda della casa paterna di Carmelo Bene è un occasione per sensibilizzare il cittadino alla salvaguardia dei Beni Culturali Italiani e a non trascurare il nostro Patrimonio, che sempre di più è vittima di soprusi, di privatizzazioni selvagge, di abusi privati e statali.
Un invito quindi a favore del senso civico e della coesione sociale per i Beni Culturali in Italia.

Non possiamo ignorare un artista che tutta l’Europa ci ha invidiato. Non possiamo dimenticare che hanno scritto saggi su di lui filosofi della grandezza di Deleuze e Klossowski, Non possiamo dimenticare che è stato il primo a reinterpretare e rielaborare il lavoro di Antonin Artaud sulla voce. Non possiamo dimenticare la straordinaria Lectura Dantis dalla Torre degli Asinelli di Bologna. Non possiamo dimenticare che ha reinventato la scrittura di scena, così come la Phonè . Insomma non possiamo non inchinarci davanti ad un artista che ha cambiato sia il modo di fare teatro che la stessa concezione dell’arte. Carmelo Bene nel teatro è paragonabile ai più grandi artisti di tutti i tempi: Joyce o Kafka, o il suo tanto amato Francis Bacon.

E' per questi motivi che Cafè Jonquille cerca l'attenzione, dei personaggi della cultura, delle associazioni, delle istituzioni, dello stato per preservare quella ch'è una fonte di ricchezza e memoria del territorio Italiano.





Promotori dell'iniziativa:
Cafè Jonquille, Teatro dell’Otium e A.S.I.A.
con l'adesione e collaborazione di:
Teatro dell’ascolto
Angeli Alle Fermate
Teatro Laboratorio
Teatro del Navile
Novartescenica
interferenze.tv
LaWeb.TV
YouBo Bologna
RavennaWebTv
SenapeTv

Contatti:
Tel 347/1868178 (Filippo) – 3420705672 (Ennio)
Email: cafejonquille@yahoo.it

Omaggio alla città di Bologna. Ensamble di musica e parole



Venerdì 7 Ottobre 2011
Ore 21.00
Piazza Santo Stefano
Ingresso libero
In caso di pioggia lo spettacolo si terrà presso
il Teatro Manzoni in via de’ Monari 3
Ingresso libero

Omaggio alla città di Bologna. Ensamble di musica e parole




interventi
Gian Mario Anselmi, Adriana Lodi, Angelo Varni

letture a cura di Rosanna Magrini

dramaturg Niccolò Baldari

interpreti
Dario Criserà, Vittorio Franceschi, Valentina Grasso,
Francesca Mazza

musiche
Giorgio Zagnoni con la Etno Jazz Pan Orchestra
Marco e Paolo Marcheselli, Fausto Carpani,
Luisa Cottifogli

coordinatore dell’evento Angelo Colosimo


Fondazione Duemila

Tavola rotonda sul costume di scena tra ricerca, formazione e didattica



Tavola rotonda sul costume di scena tra ricerca, formazione e didattica
Convegno sulla scenografia e i costumi di scena

Fondazione Cerratelli (San Giuliano Terme) venerdì 7 ottobre ore 16.00

Presiede Ida Niccolini (Presidente della Fondazione Cerratelli)
Introduce Prof.ssa Maria Ines Aliverti (Università di Pisa)

Intervengono:
Prof.ssa Paola Bignami (Università di Bologna)
Dott.ssa Charlotte Ossicini (Università di Bologna)
Il quadrimensionale instabile di Paola Bignami e Charlotte Ossicini: un’esperienza campione illustrata dalle autrici

Dott.re Christian Silva (Politecnico di Milano)
Il costume teatrale, le sue arti e i suoi mestieri

Dott.ssa Isabella Orefice (ANAI) Dott.ssa Sara Pollastri (ANAI)
Il progetto Archivi della moda del ‘900: la memoria della moda e del costume

Dott.ssa Mary Bulgarella
Dress for dance: seconda edizione del Costume Colloquium

Dott.ssa Bruna Niccoli (Università di Pisa)
«Restituire all’oggetto il tocco vivificante del suo artefice»
L’Archivio Cerratelli: un patrimonio del costume di scena italiano

Saranno presenti: Floridia Benedettini (Direttore Fondazione Cerratelli), Fabiano Martinelli (Assessore Cultura Comune di San Giuliano Terme), Silvia Panichi (Assessore Cultura Comune di Pisa), Silvia Pagnin (Assessore Cultura Provincia di Pisa).

Non ho nulla da rimproverarmi - Stoccolma e dintorni 1911 Foto di Flavio Romualdo Garofano_Video di Chiara Balsamo

Lo spettacolo andrà in scena al Festival della Scienza di Genova
il 24 ottobre, alle 18:00
Teatro della Tosse Sala Campana
P.zza Renato Negri, 4


Link sul sito del Festival per prenotazioni


Foto storiche













































Non ho nulla da rimproverarmi
Stoccolma e dintorni 1911

di Stefano Ossicini

regia di Niccolò Baldari e Charlotte Ossicini

con
Sara Bucci (Barbara Ayrton)
Cristiana Raggi (Marie Curie)
Charlotte Ossicini (Hertha Ayrton)
Viviana Piccolo (Irène Curie)

arredi di scena: Aldina Gozzi
foto e video editing: Flavio Romualdo Garofano
macchine: Carlo Poggioli


“Nella vita non ci sono cose di cui aver paura. Ci sono solo cose da capire. Questo è il tempo per comprendere di più, così che possiamo temere di meno”.
Marie Curie

1911, Parigi, Marie Curie, accusata per la storia d'amore con il fisico Paul Langevin, è costretta a fuggire e a nascondersi. Sta per essere espulsa dalla Francia e il suo secondo premio Nobel è a rischio. Le viene chiesto di rinunciare. Resisterà, assieme alla figlia Irène, e andrà a Stoccolma a ritirare il premio, per poi rifugiarsi a Londra dalla sua migliore amica, la scienziata Hertha Ayrton, dirigente del movimento delle suffragette, allora nel suo momento più caldo.
Una storia vera, dove si mescolano personale, amore per la ricerca e impegno sociale.
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“Non ho nulla da rimproverarmi se non di aver trascurato i miei personali interessi”, le parole di Marie Sklodowska-Curie (1867-1934), al conseguimento del suo secondo premio Nobel, quello per la Chimica, nel 1911, seguito a quello del 1903 per la Fisica, sono il leitmotiv dello spettacolo. Sulla scena quattro attrici: Marie Curie, sua figlia Irène (1897-1956), Hertha Ayrton (1854-1923), la figlia di quest’ultima Barbara Bodichon Ayrton (1886-1950); sullo sfondo, il nazionalismo – francese, ma non solo – che assume sempre più accenti xenofobi contrapposto alla battaglia delle suffragette per l’emancipazione della donna. Uno spazio vuoto, un non luogo, interpuntato da oggetti scenici che rimandano all’artigianato delle scoperte scientifiche. Come novelli alchimisti, sulla scena si manipolano oggetti senza tempo, macchine teatrali che richiamano la sublimazione dei materiali, oggetti simbolici che riempiono un albero (un abete di Natale, o la lenta costruzione delle ramificazioni del sapere?), ancora macchine che ricreano i giochi dell’acqua sulla sabbia, la formazione di ondulazioni, metafore del ritmo della vita in un eterno ritorno. La recitazione tradizionale, il testo fondato sulle conversazioni rubate ai momenti quotidiani, è contrappuntata dalla proiezione di immagini storiche del tempo rielaborate secondo un concreto teatro epico che vede il qui e ora scandito dal passato, per la fondazione di un eterno da sottoporre a lucida critica.
Nel corso dello spettacolo diversi contenuti scientifici vengono toccati: la complessità del metodo sperimentale e la sua importanza nella didattica nella scuola secondaria, i nuovi campi aperti dalla ricerca sulla radioattività e sulla fluidodinamica, il ruolo delle scienze di base rispetto a quelle applicate, la discussione relativa ai diritti d'autore, la proprietà intellettuale e i brevetti, e infine la posizione delle donne nella scienza.

Charlotte Ossicini



Non ho nulla da rimproverarmi
Stoccolma e dintorni 1911
Video di Chiara Balsamo




Foto di scena


Teatri di Voce


E' uscito il nuovo numero di "Culture Teatrali" - curato da Piersandra Di Matteo e Lucia Amara - dedicato al ruolo della voce in ambito performativo.
Teatri di Voce










Ecco qui di seguito il sommario:

20, annuario 2010
TEATRI DI VOCE
a cura di Lucia Amara e Piersandra Di Matteo

TEORICHE

Marco De Marinis
Geroglifici del soffio: poesia-attore-voce fra Artaud e Decroux nel Novecento teatrale

Lucia Amara
Sostanza sonora e vocazione performativa nelle glossolalie di Artaud

Piersandra Di Matteo
Voce e clinica. Afasia, delirio linguistico e dimensione fantasmatica della phoné

Ernani Maletta
Azione vocale: discorso musicale e polifonia scenica

Tihana Maravič
L’andirivieni del santo folle: un paradigma dell’atto performativo tra rumore e silenzio

Silvia Mei
La voce Mina e la sua imago. Un esercizio di iconografia vocalica

Charlotte Ossicini
Dal predrammatico al prediscorsivo. Il coro e la “musica del senso”

Marco Galignano
L’Orecchio e il Linguaggio. L’audiopsicofonologia di Alfred Tomatis



POETICHE

Moni Ovadia
In cammino per il canto

Enzo Moscato
Del geroglifico cantante

Mariangela Gualtieri
Lettera su ciò che non scriverò

Laura Mariani - Ermanna Montanari
Voci di carne

Marco Isidori
Voce ’e notte

Maria Luisa Abate
Marcido: tecniche

Kinkaleri
I AM THAT AM I



DOSSIER
WORKCENTER OF JERZY GROTOWSKI AND THOMAS RICHARDS
a cura di Marco De Marinis

Presentazione, a cura del Workcenter

Antonio Attisani
Note del giorno d’oggi. A proposito di The Living Room e I Am America

Piergiorgio Giacchè
Lo spettatore ospite

Lisa Wolford
“Making Mantra of American Language”: il ciclo Ginsberg dell’Open Program

DOSSIER
SOCÌETAS RAFFAELLO SANZIO
a cura di Piersandra Di Matteo

Estratti da Epopea della polvere:

Romeo Castellucci
“Attore”: il nome non è esatto

Chiara Guidi
Voci dell’Orestea

Romeo Castellucci
Cacofonia per una messa in scena: Giulio Cesare

Chiara Guidi
Le parole della Genesi

Claudia Castellucci e Chiara Guidi in conversazione con Joe Kelleher
Etica della voce

Chiara Guidi
Sulla tecnica molecolare della voce. Appunti di esperienze in luogo di una teoria

Enrico Pitozzi
The Cryonic Chants. Note sulla costituzione di un “corpo sonoro”

ANTOLOGIA
Il pensiero vocale
a cura di Lucia Amara

Giorgio Agamben, Roland Barthes, Andrej Belyi, Mario Bettini, Corrado Bologna, Adriana Cavarero, Ivan Fónagy, Francesca Gasparini, Daniel Heller-Roazen, Julia Kristeva, Henri Meschonnic, Laura Santone, Marius Schneider, Carlo Severi, Paul Zumthor.


Fonte foto: Einar Schleef's Puntila production at the Berliner Ensemble in 1996
Genie des Schmerzes

@ Bellezza Orsini, 22 e 23 giugno 2011_ PIOVE


Mercoledì 22 e Giovedì 23 giugno 2011

ore 21.00

PIOVE
Liberamente tratto da "La Tempesta" di William Shakespeare

Studio Laboratorio condotto da Paolo Fronticelli







con:

Bruna Lia
Cingolani Alessia
Ciufegni Caterina
Cosentino Giulia
Filippone Chiara
Greco Francesca
Merli Maria Letizia

@ Bellezza Orsini ,16 giugno 2011 _ Il Teatro della Beffa presenta ESCURIALE - liberamente tratto dall’omonima pièce di Michel de Ghelderode


ESCURIALE
liberamente tratto dall’omonima pièce di Michel de Ghelderode

Orchestrazione: Yuri Dini.
Alessio Berre: Violino, Analogie, Kazoo e Voce narrante.
Yuri Dini: Voci, Bouzoukaki, Campanaccio, Diamonica e Danze.

Durata: circa 50 minuti
ingresso 5 euro
info: bellezzaorsini@gmail.com
3927159946

Questo spettacolo, liberamente tratto dall’omonima pièce di Michel de Ghelderode, costituisce l’ultimo sforzo della Compagnia. La trama che lo scrittore belga tesse in questo atto unico è semplice e potente: un re, fra le mura del suo palazzo, è ossessionato dal continuo latrare dei cani (a cui fan eco le campane), irrequieti per la morte che aleggia, tutto pervade e, in un paradossale immobilismo, sembra non volersene andare. La regina, grande figura che nella sua assenza muove l’intero dramma, si sta spegnendo. Lungi dall’idea di prostrarsi dinanzi all’imminente lutto, il re si dibatte, cinicamente, per trovare al fondo di tanta miserabile angoscia un risata viscerale che spazzi via ogni angustia. Invoca l’aiuto di Folial, il geniale buffone di corte, spirito fiammingo dall’umore nero e macabro, unico compagno possibile per un re con siffatti gusti…ma questi è triste, stanco, e l’impresa d’estorcergli una battuta, un motto di spirito, si rivela profondamente fallimentare. Profondamente, appunto, poiché nel vertiginoso contorcersi dell’azione, ricca di travestimenti, scambi di ruoli, parole e segreti indicibili, una nuova realtà va a fondare con toni cupi e deliranti la suddetta cornice.
Si svela il retroscena d’un re, incarnazione del potere, che l’Amore non si degnò mai di sfiorare; Incoronato, certo, ma costretto a violare ogni notte il corpo della femminilità regina che non può offrirgli che il suo muto disprezzo…mentre la sua intimità, incantevole fiore, schiude in una notte irrequieta all’ombrosa umanità del buffone.
La Compagnia si è posta dinanzi a tale intreccio con una sorta di preventivo distacco, tutt’altro che brechtiano. Essenziale innanzitutto respirarne la strutturale potenza, le sue contraddizioni e Crudeltà, incarnate nelle due figure, imperfette, del re e del buffone.
Lontani da ogni tentativo di immedesimazione psicologica, queste sono state concepite come maschere, e come tali indossate, in un movimento d’affermazione e metamorfosi che oscilla fra disgregazione ed incanto.

Specifiche tecniche: forti di un percorso nell’orizzonte della site specific performance la Compagnia tenta di adattare il nucleo del presente spettacolo ai luoghi che di volta in volta la ospitano. Escuriale dunque si presenta tanto nella veste della lettura-concerto (in cui ad una scena scarna corrisponde il potere evocativo della musica e della parola) quanto in una versione arricchita dalla presenza di altre figure (coro di danzatrici) e linguaggi (una scenografia costruita con materiali di scarto, spettrografie e giochi di luci ed ombre).
Teatro della Beffa



Il Teatro Della Beffa è una compagnia indipendente che nasce nel 2006 fra Bologna e Firenze costituendosi attorno alla ricerca su tre nuclei fondamentali: il corpo, la musica e la parola.
Ponendosi già dai primi passi in alternativa ai circuiti di rappresentazione maggioritari si è presto imbattuta nell’arduo compito di crearsi un’estetica originale appoggiandosi su un numero di precedenti storici esiguo ma importante.
Primo fra tutti Antonin Artaud, con la sua poetica della Crudeltà ed il grido nato dalle sue carni martorizzate contro la massificazione, l’appiattimento e la miseria del vivere moderno.
Sensibili alla direzione verticale da questi magistralmente impartita ad un certo tipo di teatro di ricerca si è posto in atto un percorso di studio dei singoli linguaggi summenzionati.
Per quanto riguarda il Corpo, dopo un approccio iniziale improntato allo studio del mimo attraverso i metodi di Lecoq e Decroux, è avvenuta una netta sintonizzazione sulle frequenze della Danza Butoh. Questa, che ancora costituisce un riferimento fondamentale, si è poi arricchita della pratica di discipline energetiche quali lo Yoga, il Tai Chi e Chi Gong.
La Musica, il cui interesse precede e fonda quello per il teatro, è stata praticata negli anni seguendo molteplici suggestioni; ne offro un breve elenco: Noise, Post-rock, Improvvisazione radicale tanto con strumenti tradizionali del Mediterraneo quanto con oggetti di uso domestico e rifiuti (filtrati da processori analogici e digitali). La totalità degli spettacoli e delle performance che la compagnia ha messo in scena si è avvalsa della composizione di musiche originali.
Infine la Parola, al cui contagioso incanto siamo stati iniziati da Carmelo Bene, è stata da sempre indagata per il suo potere evocativo, cercata nelle sue risonanze intime e fisiologiche, come parola poetica.
Questi elementi, talvolta integrati con videoproiezioni e con fasi di costruzione coreografate di elementi scenici, si è sempre cercato di orchestrarli organicamente in modo da offrire allo spettatore un’Esperienza vissuta della realtà pregnante che la moderna quotidianità s’adopera sistematicamente a celare.
Contatti: ilteatrodellabeffa@gmail.com

@ Teatro Cittadella, Modena, 10 giugno 2011 _ Non ho nulla da rimproverarmi


























Nell'ambito di FareFisica 2011 - College Estivo di Fisica della
Materia e del Progetto Lauree Scientifiche - sede di Modena.
www.physicscom.unimore.it

verrà rappresentato


Venerdì 10 Giugno


alle ore 21.00


presso il Teatro Cittadella, Piazza Cittadella 11, Modena


Non ho nulla da rimproverarami
Stoccolma e dintorni 1911

di Stefano Ossicini

regia di Niccolò Baldari e Charlotte Ossicini

con
Sara Bucci (Barbara Ayrton)
Cristiana Raggi (Marie Curie)
Charlotte Ossicini (Hertha Ayrton)
Viviana Piccolo (Irène Curie)

arredi di scena: Aldina Gozzi
foto e video editing: Flavio Romualdo Garofano
macchine: Carlo Poggioli


1911, Parigi, Marie Curie, accusata per la storia d'amore con il fisico Paul Langevin, è costretta a fuggire e a nascondersi. Sta per essere espulsa dalla Francia e il suo secondo premio Nobel è a rischio. Le viene chiesto di rinunciare. Resisterà, assieme alla figlia Irène, e andrà a Stoccolma a ritirare il premio, per poi rifugiarsi a Londra dalla sua migliore amica, la scienziata Hertha Ayrton, dirigente del movimento delle suffragette, allora nel suo momento più caldo.
Una storia vera, dove si mescolano personale, amore per la ricerca e impegno sociale.

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Seminario di tamburo a cornice campano



Giovedì 2 giugno 2011, ore 18.00- 20.00
Costo: 20 euro

Per informazioni telefonare a Niccolò,cell. 392 7159946
o email: bellezzaorsini@gmail.com

Un incontro di 2 ore dedicato all'apprendimento delle tecniche per suonare il tamburo a cornice campano, con e senza sonagli.


Tenuto da Luca Rossi: Performer e percussionista specializzato nelle tecniche e gli stili dei tamburi a cornice appartenenti all'area del Mediterraneo. Segue l'insegnamento dei maestri: Franco Faraldo(Italia), Glen Velez (Stati Uniti), Benham Samani(Iran), Marzouk Mejri(Tunisia). Approfondisce gli studi accademici in etnomusicologia presso il Dipartimento di Arte Musica e Spettacolo di Bologna. Ha effettuato collaborazioni, partecipazioni e registrazioni con molti esponenti della scena musicale popolare italiana e della musica etnica internazionale: Nccp, Marcello Colasurdo,Giovanni Mauriello, Enzo Avitabile, Orchestra Popolare Campana e Eugenio Bennato, Teriaca Ensamble, Benham Samani(Iran), Kelvin Sholar(Stati Uniti), Tambours du Mediterraneè (Francia- Tunisia) e con produzioni e compagnie di teatro danza (Taranta Power Bologna, Centro Nazionale Teatro, Accademia dell'arte di Arezzo). Con il gruppo "Cathartica Mediterraneo", vince nel 2006 la prima edizione del festival nazionale per la musica etnica italiana "Terre in moto". Coofondatore dell'Associazione "Danzemeticce Bologna", svolge attività di ricerca inerente ai tamburi a cornice dell'area mediterranea e mediorientale. E' insegnante presso il centro interculturale Zonarelli di Bologna e per l'Accademia dell'Arte di Arezzo. E' endorser per il marchio Musiqua framedrums. Partecipa a diversi festival di musica etnica nazionali e internazionali: Festival Decouvertèes Tunisie (El Jem Tunisia),Festival Internacional de la musica etnica de Chiclana(Spagna), Festival di Patras (Grecia), Festival del Mediterraneo (Italia), Dance More Project (Lithuania), Culture Markets (Armenia), Festival della cultura italiana a Sofia (Bulgaria). Nel 2010 è Co-autore del brano musicale "Sole del Sud" colonna sonora del medio-metraggio "Il Volo" diretto dal regista Wim Wenders. Nel 2010 firma lo spettacolo Mamma Tammorra, spettacolo di musica e danza, rappresentato in diversi teatri e festival italiani. Autore del libro "Il Raccontaio" edito e distibuito da Editrice Zona. Il libro diviene uno spettacolo teatrale e tiene numerose repliche in tutta Italia. Nel 2009 riceve il premio letterario "Sergio Manetti" per la poesia performativa presso l'Accademia dell'arte di Arezzo. Nel 2010 sempre con Editrice Zona pubblica il "Il Ritorno del Raccontaio".

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